
Foto Graham Watson
«Dopo aver preso visione della decisione del Coni di squalificare per tre mesi Danilo Di Luca, l’UCI annuncia che il corridore italiano è escluso dalla classifica dell’UCI Pro Tour in virtu dell’articolo 1.2.133.1 del regolamento UCI». Così recita il comunicato ufficiale emesso quest’oggi dalla Federazione Internazionale. (tuttobiciweb)
Insomma: Di Luca, che era in testa alla classifica Pro Tour con 15 punti di vantaggio su Cadel Evans, non solo non potrà difendere il risicato margine nell’ultima prova della stagione, ma non potrà nemmeno sperare che l’australiano non riesca a superarlo con un piazzamento. Comunque vadano le cose domani infatti, il terzo Pro Tour sarà di Evans.
Di Luca, quest’anno vincitore di Liegi Bastoigne Liegi e Giro d’Italia, è stato squalificato 3 mesi dalla Procura Federale del CONI per la frequentazione, nel 2004, del chiaccherato dottor Santuccione. Quindi non per doping! Nel sangue e nelle urine di Di Luca non hanno trovato niente! L’immagine di Di Luca, da tutta questa storia, non ne esce minimamente scalfita. Eppure, per questa cosa, Di Luca non potrà correre domani il Giro di Lombardia (corsa che ha già vinto nel 2001), nè potrà vincere per la seconda volta in tre anni la classifica Pro Tour.
Che poi mi chiedo: ma all’UCI pensano qualche volta prima di emettere sentenze a caso? Lo dico anche per una questione di marketing: che prestigio internazionale volete che abbia un circuito come quello Pro Tour, se a vincerlo è un corridore che non è riuscito a vincere niente in tutto l’anno? Nulla contro il buon Evans, per carità, ma l’australiano quest’anno ha ottenuto solo piazzamenti. In questo momento in cui questa classifica non è ancora entrata nel cuore degli appassionati, come la vecchia Coppa del Mondo, mandata in pensione proprio dal Pro Tour, forse sarebbe stato meglio un vincitore che durante l’anno ha dimostrato veramente di essere il più forte, per tutta la stagione! E questo era Danilo Di Luca.
Ma forse la mia valutazione è del tutto sbagliata, ed è stata proprio una valutazione di marketing a portare alla clamorosa decisione: dall’anno prossimo infatti il Pro Tour debutterà a Gennaio, con il Tour Down Under, ovvero il Giro dell’Australia. Quale migliore pubblicità per l’evento e per la diffusione del grande ciclismo anche in Oceania? Già perchè ormai la tradizione del ciclismo è completamente dimenticata dai vertici UCI, che ritengono di poter fare l’anno prossimo il Pro Tour senza Giro, Tour, Vuelta, Mian-Sanremo, Parigi-Roubaix, Giro delle Fiandre e Giro di Lombardia. Però con tutte le corse minori appena nate nei paesi ciclisticamente “in via di sviluppo”.
Insomma, in qualsiasi senso si voglia vedere questa decisione, sembra che all’UCI vogliano tutto il male possibile del ciclismo, lo sport che loro stessi amministrano. E allora andamo avanti così, come diceva Moretti, facciamoci del male!
