
Qualche tempo fa mi divertii a creare il percorso di un ipotetico Giro d’Italia 2008, mettendomi nei panni di Zomegnan. Oggi faccio di più! Oggi sistemo per bene il ciclismo mondiale, mettendomi sulla poltrona di Verbruggen. E riformo quella che è la più grande innovazione, e allo stesso tempo il più grande errore degli ultimi anni di ciclismo: il Pro Tour.
L’idea iniziale nella creazione del Pro Tour, era quella di fare un circuito di ciclismo di eccellenza, dove si potevano confrontare i migliori al mondo durante tutto l’anno, e non solo in occasione di poche gare importanti, garantendo partecipazione di alto livello a tutte le corse del calendario Pro Tour, e cercando di diffondere il ciclismo anche fuori dall’Europa. Inoltre i gruppi sportivi avevano firmato un “codice etico” per la lotta al doping con l’intento di rendere più pulito questo sport. A 2 anni e mezzo dall’ avvento del Pro Tour tutto questo non si è verificato. Anzi!

Gli organizzatori dei Grandi Giri non hanno ancora aderito al Pro Tour e sono in perenne lotta con l’UCI, tanto che a tutt’oggi l’Unibet.com non è ancora considerata come formazione Pro Tour (e quindi con il diritto/dovere di partecipare a tutte le gare più importanti come il Tour de France) da parte degli organizzatori di corse, al pari dell’Astanà (che però poi viene sempre invitata). Inoltre al Giro d’Italia e alla Vuelta continuano ad arrivare giovinetti alle prime esperienze importanti, pur vestendo maglie prestigiose come quella T-Mobile, o quella Discovery Channel. Insomma: i big continuano a snobbare le corse che prima snobbavano, e la presenza obbligatoria di alcune squadre a corse che non interessano allo sponsor ha portato solo a startlists piene di corridori di secondo piano, magari demotivati, togliendo spazio alle formazioni locali, che invece sarebbero venute agguerritissime. Per non parlare poi del problema doping, che ha letteralmente sconvolto il ciclismo nonostante il codice etico (o forse proprio a causa di questo).
Ma allora come si potrebbe ovviare a tutti questi problemi? Oggi io provo a dare la mia soluzione, partendo da un concetto di base: il Pro Tour si deve basare sulla meritocrazia. La meritocrazia e la concorrenza sono gli unici motori che possono portare a un ciclismo migliore.
Quindi partiamo togliendo le licenze Pro Tour quinqennali! Facciamo un Pro Tour a 30 squadre: 10 di prima fascia e 20 di seconda. Chiamiamole PT1 e PT2. A fine stagione, secondo i risultati ottenuti, ci sono promozioni e retrocessioni. Le squadre PT1 hanno il diritto/dovere a partecipare alle 8 corse più importanti del calendario mondiale:
- Milano Sanremo a Marzo
- Giro delle Fiandre ad Aprile
- Parigi Roubaix ad Aprile
- Liegi – Bastoigne – Liegi ad Aprile
- Giro d’Italia a Maggio
- Tour de France a Luglio
- Vuelta a Espana a Agosto/Settembre
- Giro di Lombardia a Ottobre
Tutte queste corse distribuiscono un punteggio per i corridori. La somma dei punteggi dei corridori di una squadra (e questa è una difrferenza importante dal Pro Tour attuale) da il punteggio della formazione. A fine stagione viene premiato il vincitore della classifca PT1 con la maglia bianca. La classifica a squadre determina i campioni della stagione e le permenenze/retrocessioni dalla categoria PT1.
Ovviamente a queste corse possono partecipare anche alcune squadre di categoria PT2 secondo 2 modalità: classifica dell’anno precedente o invito degli organizzatori. Per i GT (Giro, Tour e Vuelta) 6 squadre secondo la classifica e 6 per invito. Per le classiche (le altre 5 corse) 7 squadre secondo la classifica e 7 per invito. Ogni squadra PT2 però non potrà partecipare a più di 6 eventi PT1. Per questo a inizio stagione, secondo la classifica dell’anno precedente, i gruppi PT2 scelgono le corse PT1 alle quali vogliono partecipare. Le squadre retrocesse dalla categoria PT1 sostituiscono le 2 promosse ai primi posti della classifica. Dunque a scegliere inizia la penultima PT1, poi l’ultima e poi la terza classificata PT2, la quarta e così via fino a riempire i posti rimasti liberi.
La classifica PT2 viene determinata secondo i risultati delle corse di categoria PT1 alle quali partecipano i gruppi 2 e da quelle PT2. Qui provo una bozza di calendario, ma se ne potrebbero aggiungere/togliere molte:
- Tour Down Under a Febbraio (attualmente è a Gennaio)
- Tour Of California a Febbraio
- Omloop Het Volk a Marzo
- Milano – Torino a Marzo
- Parigi – Nizza a Marzo
- Tirreno – Adriatico a Marzo
- 3 giorni di La Panne ad Aprile
- Vuelta al Pais Vasco ad Aprile
- Gent Wevelgem ad Aprile
- Amstel Gold Race ad Aprile
- Freccia Vallone ad Aprile
- Giro di Romandia ad Aprile/Maggio
- Criterium du Dauphinè Liberè a Giugno
- Giro di Svizzera a Giugno
- Classica di San Sebastian ad Agosto
- Giro di Germania ad Agosto
- Giro del Lazio ad Agosto
- Classica di Amburgo ad Agosto
- Gp Ouest France-Plouay a Settembre
- Parigi Bruxelles a Settembre
- GP Zurigo a Ottobre
- Giro dell’Emilia a Ottobre
- Japan Cup a Ottobre
A queste corse le squadre PT1 hanno il diritto di partecipare (ma non il dovere). Gli organizzatori poi possono nvitare 2 squadre non Pro Tour e possono decidere di rifiutare l’iscrizione fino a un massimo di 8 squadre PT2. I punteggi ottenuti dai corridori in queste corse, e nelle corse PT1 alle quali partecipano formano la classifica PT2, che viene premiata anch’essa con una maglia apposita (da studiare il colore). La somma dei punteggi dei corridori di una squadra determina la classifica a squadre. Le prime due classificate PT2 salgono di categoria, mentre le ultime 2 PT1 scendono.
Vi è poi un terzo circuito Pro Tour riservato ai corridori più giovani. Tutti i 30 organici Pro Tour infatti devono essere formati da almeno 20 corridori Under 25 fino ad un massimo di 40 corridori in totale. I corridori U25 possono partecipare al circuito PTu25, formato interamente da corse inernazionali, per far confrontare fin da giovani i corridori più forti fra di loro. La rosa degli U25 deve servire come una vera e propria “Primavera”, come nelle squadre di calcio. Ovvero una formazione che fa il suo campionato, ma da cui la prima squadra può attingere in varie occasioni. Questo permetterebbe una crescita più graduale di molti corridori, senza bruciarli da subito, ma soprattutto consentirebbe di togliere i giovani talentuosi dall’esasperazione delle attuali corse U23, dove si fa di tutto per ottenere un contratto da professionisti. Per il circuito PTu25 pensavo a corse mminori dell’attuale calendario internazionale, e a corse che ora sono di primaria importanza fra i dilettanti. Tanto per fare qualche esempio cito:
- Giro di Polonia
- Giro del Benelux
- Tour de l’Avenir (per riportarlo ai fasti di un tempo, quando era un piccolo Tour de France)
- Giro d’Italia U26 (diventrebbe così U25)
- Criterium International
- Volta a Catalunya
- e molte altre ancora…
Metterei in palio un consistente premio in denaro per tutte le classifiche, compresa quella U25, così da incentivare l’impegno e la competizione.
Ma non è finita qui! Perchè ovviamente le 30 squadre PT non sarebbero tali solo per una licenza, ma dovrebbero conquistarsi il posto nei Trial regionali. I Trial regionali sarebbero circuiti composti da corse di importanza nazionale tipo 3 Valli Varesine, Giro del Veneto, Coppa Placci nel caso dell’Italia. Dividerei le squadre Pro Tour in più gruppi regionali comprendenti più paesi, come per esempio un gruppo Francia-Italia-Spagna, un gruppo con i paesi del nord Europa, un gruppo con i paesi extraeuropei, ecc. ecc. Ogni squadra PT può partecipare alle corse Trial fino a un massimo del 50% delle squadre iscritte, e deve partecipare nelle corse del gruppo di apprtenenza. Questi Trial servono per fare puni per pter così entrare nella rosa delle 30 squadre PT. Retrocedono dal PT le ultime 6 squadre PT2, a meno che non conquistino nei Trial del gruppo di appartenenza più punti delle squadre Continental che dovrebbero sostituirle.
E veniamo ora al capitolo doping. Il cambiamento che farei è introdurre la responsabilità oggettiva delle squadre alle positività dei corridori. Praticamente, se un corridore viene trovato positivo, viene squalificato lui, e sospesa la squadra per un mese o due, con penalità di punti in classifica. In questo modo le squadre dovrebbero controllare i loro corridori prima di tutti gli altri, conseguente fine di tutte le pantomime alla Bjarne Rijs (“Basso da Fuentes? Non ne sapevo nulla!”) o alla Ferretti (“Frigo è un mascalzone con la M maiuscola!”). Altro che codice etico, che in questi anni è servito solo a scaricare tutto il barile sulle spalle dei corridori, che di certo sono colpevoli, ma almeno quanto i preparaori e i direttori sportivi!!
Chiaramente tutto questo progetto è solo uno schizzo, assolutamente migliorabile, a comiciare dai calendari delle corse. E’ però un’idea, per cercare di raggiungere gli obiettivi che la stessa UCI si era data ai tempi della nascita del Pro Tour. So bene che dietro a tutte queste cose ci sono meccanismi di sponsorizzazioni, di diritti TV, di interessi contrapposti e chi più ne ha più ne metta. Ma se la strada fosse qusta, se davvero ci fossero competizione e meritocrazia alla base di tutto, come sono alla base di questo mio progetto, credo che il ciclismo sarebbe molto molto migliore.

1 Commento
Agosto 16, 2007 alle 9:09 pm
io esempio farei una classifica differente:
prenderei queste importanti corse:
MILANO-SANREMO
PARIGI-ROUBAIX
LIEGI-BASTOGNE-LIEGI
GIRO D’ITALIA
GIRO DI SVIZZERA
GIRO DI FRANCIA
SAN SEBASTIAN
GIRO DI SPAGNA
PARIGI TOURS
GIRO DI LOMBARDIA
ognuna con i rispettivi punti:
1 50pt
2 40pt
3 30pt
4 20pt
5 15pt
6 12pt
7 10pt
8 8pt
9 5pt
10 3pt
la partecipazione a queste gare è dovuta da altri fattori:
IL VINCITORE DELL’ANNO PRECEDENTE VIENE OSPITATO CON LA PROPRIA SQUADRA(può accettare come no)
IL VINCITORE DELLA CLASSIFICA A PUNTI DELL’ANNO PRECEDENTE OSPITATO CON LA SQUADRA(può accettare come no)
le altre squadre vengono ospitate secondo una serie di vittorie e piazzamenti nelle corse chiamiamole “secondarie”:
parigi nizza
tirreno adriatico
giro delle fiandre
gand wevelgem
amstel gold race
freccia vallone
giro di romandia
giro di catalogna
giro del delfinato
campionato nazionale
giro di germania
eneco tour
secondo i vari piazziamenti di ogni ciclista si stila una seconda classifica con i rispettivi punti:
1 20pt
2 18pt
3 16pt
4 14pt
5 12pt
6 10pt
7 8pt
8 6pt
9 4pt
10 2pt
le 20 squadre(o 18 o 19 dipende se le squadre del vincitore della gara e della maglia a punti dell’anno precedente accettano), saranno quelle con il punteggio maggiore nella secondo classifica, naturalmente le squadre che correrranno nelle gare secondarie verranno scelte dagli organizzatori…